Bonus mobili 2026: 50% su 5.000 €, con le classi energetiche da rispettare

Come funziona il bonus mobili nel 2026: tetto di spesa, classi minime degli elettrodomestici, quale ristrutturazione lo attiva e i pagamenti ammessi.

Capitolo IIBonus e fiscoLettura 7 minAggiornata 30 luglio 2026Redazione Renora

Quanto vale e su cosa

Il bonus mobili nel 2026 è una detrazione del 50% su una spesa massima di 5.000 € per unità immobiliare, ripartita in dieci quote annuali. Il massimo recuperabile è quindi 2.500 €.

Riguarda l'acquisto di mobili nuovi e di grandi elettrodomestici nuovi destinati all'immobile oggetto di ristrutturazione: cucine componibili, armadi, letti, divani, materassi, tavoli, sedie, librerie, lampade da terra e da tavolo, più forni, lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, congelatori, lavasciuga.

Non rientrano porte, pavimenti, tende e complementi puramente decorativi.

La condizione che quasi tutti dimenticano

Il bonus mobili non esiste da solo: presuppone che sia stato realizzato un intervento di recupero del patrimonio edilizio sull'immobile. Prima l'intervento, poi l'arredo — e la data di inizio dei lavori deve essere anteriore all'acquisto dei beni.

Non serve che i lavori siano finiti, ma serve che siano iniziati e documentabili. È il motivo per cui conviene conservare la data del titolo edilizio o della comunicazione di inizio lavori: è la prova del "prima".

Le classi energetiche minime

Per gli elettrodomestici la detrazione spetta solo se la classe non è inferiore a:

ApparecchioClasse minima
ForniA
Lavatrici, lavasciuga, lavastoviglieE
Frigoriferi e congelatoriF

Per gli apparecchi per cui l'etichetta energetica non è prevista, la detrazione spetta comunque. Conserva l'etichetta o la scheda prodotto: è il documento che dimostra la classe.

N.B.I beni vanno acquistati entro il 31 dicembre 2026 perché la spesa rientri nel 2026. Come per il bonus ristrutturazione, per le persone fisiche conta la data del pagamento.

Come si paga

Qui la regola è più larga che sul bonus ristrutturazione: sono ammessi bonifico (anche ordinario), carta di credito e carta di debito. Non sono ammessi contanti né assegni.

Conserva la ricevuta del pagamento, la fattura o la ricevuta di acquisto con la natura e la quantità dei beni, e — per gli elettrodomestici — la documentazione della classe energetica. Se acquisti a rate con finanziamento, conta la data del pagamento effettuato dalla società finanziaria.

Il tetto è per unità immobiliare, non per acquisto

I 5.000 € sono il limite complessivo riferito all'immobile, indipendentemente dal numero di acquisti e di fatture. Se ristrutturi due unità distinte, il limite si applica a ciascuna. Se più persone sostengono la spesa per lo stesso immobile, il tetto resta uno e si divide.

Il caso della cucina

È il caso più frequente e il più fraintendibile. La cucina come mobile rientra nel bonus mobili; le opere e gli impianti per la cucina — punti d'acqua, linee elettriche dedicate, rivestimenti — rientrano nel bonus ristrutturazione. Sono due detrazioni distinte, che si sommano perché hanno oggetti diversi, e vanno documentate separatamente. I costi delle opere sono qui.

L'esclusione legata alle caldaie

Dal 2025, poiché non sono più detraibili le spese per la sostituzione o nuova installazione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche a combustibili fossili, quegli interventi non attivano il bonus mobili collegato. Se l'unico lavoro previsto era il cambio della caldaia a gas, il bonus mobili non scatta: serve un intervento edilizio agevolabile.

Fonti: Agenzia delle Entrate — Bonus mobili ed elettrodomestici, Guida bonus mobili.

Cosa rientra e cosa no, in dettaglio

L'elenco fa la differenza tra una spesa detraibile e una no.

Rientra: cucine componibili, armadi, cassettiere, letti, materassi, comodini, divani, poltrone, tavoli, sedie, librerie, scarpiere, credenze, apparecchi di illuminazione che completano l'arredo (lampade da terra, da tavolo, sospensioni), e i grandi elettrodomestici nelle classi minime previste.

Non rientra: porte interne, pavimenti, tende e tendaggi, complementi puramente decorativi, piante, piccoli elettrodomestici. Non rientrano nemmeno i mobili acquistati per un immobile diverso da quello ristrutturato.

Rientrano anche le spese di trasporto e montaggio dei beni ammessi, purché sostenute con le stesse modalità di pagamento tracciabili.

Il criterio implicito è utile da tenere a mente: si tratta di arredare l'immobile oggetto dei lavori, non di comprare oggetti.

L'ordine cronologico che decide tutto

La regola che fa perdere più bonus mobili è temporale: la data di inizio dei lavori di recupero edilizio deve essere anteriore a quella dell'acquisto dei beni.

Non serve che i lavori siano conclusi. Serve che siano iniziati e che l'inizio sia documentabile. Cosa conservare a questo scopo:

  • la ricevuta di presentazione del titolo edilizio (CILA, SCIA, permesso), con la data;
  • se il titolo non è richiesto, la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà che indica la data di inizio dei lavori;
  • eventuali comunicazioni all'amministratore o all'ASL, dove previste.

Chi compra la cucina a gennaio e presenta la CILA a marzo ha, su quella spesa, un problema difficile da sanare.

Il tetto di 5.000 € e come si divide

Il limite è per unità immobiliare, non per acquisto, non per persona e non per fattura. Tre casi pratici:

Un immobile, più acquisti in momenti diversi. Si sommano fino a 5.000 €: superata quella soglia, l'eccedenza non è agevolata.

Due unità immobiliari ristrutturate. Il limite si applica a ciascuna, quindi 5.000 € per ognuna, purché ciascuna sia oggetto di intervento agevolabile e i beni siano destinati a quella unità.

Più persone che pagano per lo stesso immobile. Il tetto resta uno e si divide in base alle spese effettivamente sostenute da ciascuno.

Domande frequenti

Posso pagare con carta di credito?

Sì. Per il bonus mobili le modalità ammesse sono più larghe che per il bonus ristrutturazione: bonifico (anche ordinario), carta di credito e carta di debito. Restano esclusi contanti e assegni. Conserva la ricevuta del pagamento insieme al documento d'acquisto.

Se compro a rate con finanziamento, quale data conta?

Conta la data del pagamento effettuato dalla società finanziaria al venditore. Conserva la documentazione del finanziamento e la ricevuta del pagamento: sono i documenti che collegano la spesa all'anno.

La cucina come mobile e le opere della cucina si sommano?

Sì, ma su due binari distinti: i mobili nel bonus mobili (50% su 5.000 €), le opere e gli impianti nella detrazione per recupero edilizio (50% prima casa / 36% altri immobili, tetto 96.000 €). Due documentazioni separate. Il dettaglio delle opere è in quanto costa ristrutturare la cucina.

Serve l'etichetta energetica dell'elettrodomestico?

Sì, conservala o conserva la scheda prodotto: è il documento che dimostra la classe. Per gli apparecchi per cui l'etichetta non è prevista la detrazione spetta comunque, e in quel caso è utile una dichiarazione del venditore.

Se sostituisco solo la caldaia, ho diritto al bonus mobili?

No, se l'intervento consiste nella sostituzione o nuova installazione di un impianto di climatizzazione invernale con caldaia unica a combustibili fossili: dal 1° gennaio 2025 quelle spese non sono più detraibili ai sensi dell'art. 16-bis del TUIR, e di conseguenza non attivano il bonus mobili collegato. Serve un intervento edilizio agevolabile: vedi questa guida.

In sintesi

  • 50% su un massimo di 5.000 € per unità immobiliare nel 2026, in dieci quote annuali: fino a 2.500 € recuperabili.
  • Presuppone un intervento di recupero edilizio già iniziato: prima i lavori, poi l'arredo.
  • Classi minime: A forni, E lavatrici, lavasciuga e lavastoviglie, F frigoriferi e congelatori.
  • Acquisto entro il 31 dicembre 2026 perché la spesa rientri nel 2026.
  • Pagamenti ammessi: bonifico, carta di credito, carta di debito. Mai contanti o assegni.
  • Rientrano anche trasporto e montaggio; restano fuori porte, pavimenti e tende.

Perché il bonus mobili si perde più spesso del bonus ristrutturazione

Su questa agevolazione gli errori si concentrano in tre punti, e sono tutti evitabili a costo zero.

L'ordine cronologico. Comprare i mobili prima che i lavori siano iniziati e documentabili: è l'errore numero uno, e non ha rimedi facili.

Il tetto sottovalutato. I 5.000 € sono per unità immobiliare e comprendono tutto, compresi trasporto e montaggio: chi arreda una casa intera li supera al primo giro e non se ne accorge fino alla dichiarazione.

La classe energetica non documentata. L'elettrodomestico rispetta la classe minima ma nessuno ha conservato l'etichetta o la scheda prodotto. In fase di controllo, un requisito non documentato equivale a un requisito non rispettato.

Tre minuti di attenzione al momento dell'acquisto valgono fino a 2.500 €.

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