Caldaie a gas non più detraibili: cosa cambia dal 2025 e come si riprogetta

Dal 1° gennaio 2025 le caldaie uniche a combustibili fossili non sono più detraibili: cosa cambia nei conti e quali alternative restano.

Capitolo VInterventiLettura 7 minAggiornata 30 luglio 2026Redazione Renora

La regola, senza giri di parole

Dal 1° gennaio 2025 non sono più detraibili, ai sensi dell'art. 16-bis del TUIR, le spese per gli interventi di sostituzione o di nuova installazione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili.

In pratica: se l'intervento consiste nel mettere una caldaia a gas come unico generatore per il riscaldamento, quella spesa non entra nella detrazione per il recupero edilizio.

Le tre conseguenze pratiche

1. Il conto dell'intervento cambia

Prima, la sostituzione della caldaia rientrava tra le spese agevolabili in un intervento di manutenzione straordinaria. Ora quella voce va valutata a costo pieno. Su un generatore da alcune migliaia di euro, il mancato 50% (per l'abitazione principale nel 2026) è una differenza che sposta la scelta tecnica.

2. Il bonus mobili collegato non scatta

Il bonus mobili richiede che sia stato realizzato un intervento di recupero edilizio agevolabile. Se l'unico lavoro previsto era il cambio della caldaia a gas, quell'intervento non attiva il bonus mobili. Chi contava sulla caldaia come "intervento abilitante" per detrarre la cucina nuova deve rivedere il piano: serve un intervento edilizio agevolabile. Vedi la guida al bonus mobili.

3. La progettazione si sposta sulla bassa temperatura

La conseguenza di sistema è che conviene ragionare su generatori diversi — e i generatori diversi vogliono sistemi di distribuzione diversi.

N.B.Attenzione a non leggere la norma più larga di quello che è: la regola riguarda le spese per quel tipo di intervento sul generatore. Non rende indetraibile una ristrutturazione che comprende anche una caldaia; rende indetraibile la spesa per la caldaia unica a combustibili fossili. La qualificazione delle singole voci va fatta con il tuo tecnico e il tuo fiscalista, sul tuo caso.

Le alternative, con i loro vincoli reali

Pompa di calore

Efficiente, elettrica, senza combustione in casa. Rende al meglio a bassa temperatura: si sposa con il pavimento radiante o con radiatori sovradimensionati. Vincoli da verificare prima di sceglierla:

  • Spazio e posizione dell'unità esterna, con il tema del decoro architettonico in condominio.
  • Potenza elettrica disponibile: spesso serve aumentare l'impegno del contatore.
  • Rumorosità dell'unità esterna rispetto alle finestre proprie e dei vicini.
  • Rese alle temperature invernali locali della tua zona.

Sistema ibrido

Pompa di calore accoppiata a un generatore a combustione, con logica che sceglie il più conveniente in funzione della temperatura esterna. È il compromesso più frequente quando i radiatori restano ad alta temperatura e non si vuole demolire i pavimenti.

Altre soluzioni

Esistono generatori a biomassa, allacci al teleriscaldamento dove disponibile, e soluzioni elettriche dirette per casi particolari. Ognuna ha requisiti autorizzativi e di manutenzione propri, e in condominio la fattibilità va verificata caso per caso.

Come si riprogetta, in ordine

  1. Parti dai terminali, non dal generatore: se hai radiatori ad alta temperatura, la pompa di calore pura renderà male. Vedi pavimento radiante o radiatori.
  2. Fai fare un dimensionamento sull'edificio reale, non una scelta a catalogo.
  3. Verifica potenza elettrica, spazi per l'unità esterna e vincoli condominiali.
  4. Solo alla fine, verifica con un professionista quali agevolazioni sono applicabili al tuo caso nell'anno in cui sosterrai la spesa. Le regole su questa materia sono cambiate più volte: dedurle da un articolo, incluso questo, non è una strategia.

Il consiglio più concreto

Se stai ristrutturando adesso e i pavimenti verranno demoliti comunque, questo è il momento in cui la scelta a bassa temperatura costa meno che mai — perché il grosso del costo del radiante è la demolizione, che stai già facendo. Rifarla tra dieci anni, quando la scelta sarà obbligata, costerà molto di più.

Fonte: Agenzia delle Entrate — Ristrutturazioni edilizie.

Cosa resta detraibile e cosa no

La distinzione conta, perché la regola è più circoscritta di come viene raccontata.

Fuori dalla detrazione ex art. 16-bis TUIR (dal 1° gennaio 2025): le spese per interventi di sostituzione o nuova installazione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili.

Restano nell'ambito degli interventi agevolabili, alle condizioni ordinarie: le opere murarie e impiantistiche di una ristrutturazione, il rifacimento della rete di distribuzione, i terminali, la canna fumaria come opera edilizia, e in generale l'intervento di recupero nel suo complesso.

Il punto delicato è la qualificazione delle singole voci in fattura: un intervento complessivo che comprende anche la sostituzione del generatore va scomposto correttamente. È esattamente il tipo di verifica che va fatta con il tecnico e il fiscalista prima che le fatture siano emesse, non dopo.

Le tre domande da fare al termotecnico

Prima di scegliere il generatore, tre risposte che cambiano la decisione:

  1. A quale temperatura di mandata devono lavorare i miei terminali, oggi? Se la risposta è "alta", una pompa di calore pura renderà male e il conto in bolletta lo mostrerà.
  2. Quale potenza elettrica serve, e quella che ho basta? Le pompe di calore spostano il carico sull'elettrico: spesso serve un aumento di potenza contrattuale, che è una pratica con il fornitore, con tempi e costi propri.
  3. Dove va l'unità esterna, e con quale rumorosità alla finestra più vicina? In condominio si aggiunge il tema del decoro architettonico; la rumorosità è la causa più comune di contenzioso con i vicini su questi impianti.

Un professionista che risponde con un dimensionamento sull'edificio reale, e non con un modello di catalogo, è quello con cui vale la pena continuare.

Il calcolo di convenienza, fatto in modo onesto

Confrontare due generatori guardando solo il prezzo di acquisto non dice nulla. Le voci da mettere sullo stesso foglio:

  • Costo dell'impianto completo, non del solo generatore: terminali da adeguare, eventuale accumulo, opere.
  • Adeguamenti: aumento di potenza, posizione dell'unità esterna, canna fumaria da dismettere o mantenere.
  • Costo di esercizio stimato sull'edificio reale, con i prezzi correnti dei vettori.
  • Manutenzione periodica e controlli previsti.
  • Agevolazioni applicabili nell'anno della spesa, verificate — non ipotizzate.
  • Durata attesa e valore residuo dell'impianto tra quindici anni.

Chiunque ti dia un tempo di rientro preciso senza aver compilato queste sei righe sull'edificio tuo sta vendendo un numero, non un progetto.

Domande frequenti

Posso ancora installare una caldaia a gas?

La regola di cui parla questa guida riguarda la detraibilità della spesa, non un divieto generale di installazione. Le regole tecniche e autorizzative sugli impianti sono un'altra materia, in evoluzione a livello nazionale ed europeo, e vanno verificate con il termotecnico al momento dell'intervento.

Se la caldaia si rompe adesso, cosa faccio?

Nell'urgenza si risolve il problema, e la valutazione fiscale si fa sulla spesa che si sostiene: la sostituzione con caldaia unica a combustibili fossili non sarà detraibile ai sensi dell'art. 16-bis. Se hai margine di tempo, è il momento per valutare l'alternativa insieme al resto dell'impianto.

Un sistema ibrido è detraibile?

Dipende dalla configurazione e dalla qualificazione dell'intervento: un ibrido non è una "caldaia unica a combustibili fossili", ma la verifica va fatta sul caso concreto e sull'agevolazione che si intende utilizzare. Non è una domanda a cui rispondere per analogia.

Il bonus mobili resta se cambio solo la caldaia?

No: quell'intervento non è agevolabile ai sensi dell'art. 16-bis e quindi non attiva il bonus mobili collegato. Serve un intervento edilizio agevolabile. Vedi la guida al bonus mobili.

Conviene aspettare che le regole cambino di nuovo?

Le norme su questa materia sono cambiate più volte negli ultimi anni, e nessuno può dirti cosa accadrà. Quello che si può dire: se stai già demolendo i pavimenti, la scelta a bassa temperatura costa adesso una frazione di quello che costerebbe farla in un intervento dedicato tra dieci anni.

In sintesi

  • Dal 1° gennaio 2025 non sono detraibili ex art. 16-bis TUIR le spese per sostituzione o nuova installazione di climatizzazione invernale con caldaie uniche a combustibili fossili.
  • Conseguenze: la voce va valutata a costo pieno, e quell'intervento non attiva il bonus mobili.
  • La regola riguarda quel tipo di intervento sul generatore, non l'intera ristrutturazione.
  • Progetta partendo dai terminali: la temperatura di mandata decide quale generatore rende.
  • Verifica potenza elettrica, posizione e rumorosità dell'unità esterna, vincoli condominiali.
  • Se i pavimenti si demoliscono comunque, è il momento più economico per passare alla bassa temperatura.

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