Quanto costa rifare l'impianto elettrico e idraulico di casa
Da 130 a 240 € al mq per rifare gli impianti a norma: quando è obbligatorio, cosa comprende e perché è la voce su cui non si risparmia.
Il prezzo al metro quadro
Rifare completamente impianto elettrico e idraulico di un appartamento costa tra 130 e 240 € al metro quadro. Su 80 mq sono 10.400 – 19.200 €, prima di considerare la zona. La forbice dipende da tre cose: quanti punti luce e prese servono, se le tracce si aprono nei muri o si passa in canaline e controsoffitti, e se la casa è abitata durante i lavori.
| Voce | Quota sul totale |
|---|---|
| Impianto elettrico a norma | 45% |
| Impianto idraulico e termosanitario | 45% |
| Ripristini murari | 10% |
I ripristini murari sono la voce che sorprende: aprire una traccia è veloce, richiuderla bene — rasatura, carteggiatura, tinteggiatura — costa tempo. Un preventivo che non li nomina non è più conveniente: è incompleto.
Quando rifarlo non è una scelta
L'impianto va rifatto quando non è più a norma e l'intervento lo coinvolge. I segnali che lo rendono inevitabile:
- prese senza messa a terra (due poli, senza il contatto centrale);
- cavi in gomma o con isolante che si sbriciola, tipici degli impianti pre-1970;
- un solo interruttore differenziale per tutta la casa, o nessuno;
- sezioni insufficienti per gli elettrodomestici di oggi;
- tubazioni idriche in acciaio zincato o piombo, che vanno sostituite.
N.B.A fine lavori l'installatore deve rilasciare la dichiarazione di conformità dell'impianto (DM 37/2008). Non è un pezzo di carta di cortesia: serve per l'agibilità, per l'assicurazione in caso di sinistro e per la vendita dell'immobile. Se un'impresa non te la mette nel capitolato, chiedi perché.
Cosa decidere prima di chiudere le tracce
Il momento in cui i muri sono aperti è l'unico economico per pensare al futuro. Vale la pena decidere adesso:
- Le linee dedicate: forno, induzione, lavatrice, condizionatore.
- I punti dati: un cavo di rete verso il punto dove starà il televisore o la postazione di lavoro costa pochi euro adesso, molto dopo.
- La posizione del quadro e lo spazio per moduli aggiuntivi.
- Le predisposizioni: un tubo vuoto verso il balcone o verso il bagno cieco vale più di quanto costa.
- I comandi: dove vuoi gli interruttori, all'altezza giusta, quando la porta è aperta.
Impianto di riscaldamento: la parte da valutare a parte
Se stai anche cambiando il generatore, tieni presente una novità che vale dal 1° gennaio 2025: le spese per la sostituzione o la nuova installazione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili non sono più detraibili ai sensi dell'art. 16-bis del TUIR. È un cambio che sposta le convenienze verso pompe di calore e sistemi ibridi — lo spieghiamo in questa guida.
Le detrazioni
Il rifacimento degli impianti è manutenzione straordinaria: nel 2026 detrazione al 50% per l'abitazione principale e al 36% per gli altri immobili, tetto 96.000 € per unità immobiliare, dieci quote annuali. Serve il bonifico parlante e la documentazione completa: conservare la dichiarazione di conformità e le fatture è parte del lavoro, non un dettaglio burocratico.
Quanto dura
Il rifacimento degli impianti di un appartamento occupa tre a sei settimane, di solito nella prima fase del cantiere: prima si demolisce, poi si passano gli impianti, poi si chiude. È la fase in cui la casa è meno abitabile, e chi prova a viverci dentro allunga i tempi di tutti.
Quanti punti servono davvero, stanza per stanza
"Rifacimento impianto elettrico" senza un conteggio dei punti non è una voce di preventivo: è un titolo. Questi sono ordini di grandezza ragionevoli per un appartamento abitato da due o tre persone, da adattare al tuo uso reale.
| Ambiente | Prese | Punti luce | Note |
|---|---|---|---|
| Soggiorno | 8–12 | 2–3 | Una presa dati verso il televisore, prese doppie ai lati del divano |
| Camera matrimoniale | 6–8 | 2 | Comandi su entrambi i lati del letto |
| Camera singola | 4–6 | 1–2 | Una presa alta per la scrivania |
| Cucina | 8–12 | 2–3 | Linee dedicate per forno, induzione, lavastoviglie |
| Bagno | 2–4 | 2 | Grado di protezione adeguato, comando fuori dalla zona doccia |
| Corridoio e ingresso | 2–3 | 2 | Comandi deviati alle due estremità |
Il conteggio serve a due cose: confrontare preventivi sulla stessa base e accorgersi in tempo di ciò che manca. Aggiungere una presa in fase di tracce costa pochi euro; aggiungerla dopo significa aprire una parete finita.
Le predisposizioni che valgono più di quanto costano
Con i muri aperti, alcune cose costano quasi nulla e valgono per vent'anni:
- Un cavo di rete verso il punto dove starà il televisore e verso la postazione di lavoro. Il wi-fi non sostituisce un cavo dove serve banda stabile.
- Un tubo vuoto (corrugato) tra quadro e punti strategici: è la possibilità di passare domani un cavo che oggi non sai di volere.
- Una linea dedicata verso il balcone o il terrazzo: condizionatore, pompa di calore, presa esterna.
- Spazio nel quadro per moduli aggiuntivi: un quadro riempito all'inizio obbliga a sostituirlo alla prima aggiunta.
- Il punto per la ricarica dell'auto, se il box è raggiungibile: la predisposizione oggi costa una frazione dell'intervento domani.
Cosa deve consegnarti l'installatore alla fine
Non è burocrazia: è ciò che rende l'impianto dimostrabile.
- Dichiarazione di conformità ai sensi del DM 37/2008, con allegati.
- Schema del quadro con l'identificazione delle linee.
- Relazione con la tipologia dei materiali impiegati.
- Planimetria con i percorsi delle tracce, o in alternativa le fotografie fatte prima della chiusura.
Il punto 4 non è sempre obbligatorio e vale oro: sapere dove passa un tubo evita di forarlo quando, tra cinque anni, appenderai una mensola.
Domande frequenti
Devo rifare tutto o posso rifare solo una parte?
Si può intervenire per zone, ma con un limite tecnico: la parte nuova deve essere protetta e coordinata con il quadro, e se il quadro è vecchio va comunque adeguato. Nella pratica, se il quadro e le linee principali sono da rifare, l'intervento parziale è un rinvio, non un risparmio.
Posso lasciare le canaline esterne invece di aprire le tracce?
Sì, ed è la strada che riduce di più il costo e la polvere: canaline a battiscopa o controsoffitti. Estetica a parte, è una soluzione legittima e reversibile, molto usata quando non si vuole demolire. Va decisa prima, perché cambia il modo di lavorare dell'elettricista.
Ogni quanto va rifatto un impianto elettrico?
Non esiste una scadenza: si rifà quando non è più a norma, quando non regge i carichi attuali o quando l'intervento lo coinvolge comunque. I segnali che lo rendono inevitabile sono elencati sopra; il più definitivo è la presenza di prese senza messa a terra.
Chi risponde se l'impianto non è a norma?
L'installatore che rilascia la dichiarazione di conformità se ne assume la responsabilità professionale. Per questo la dichiarazione va pretesa e conservata: senza di essa non hai il documento che attesta la regolarità né per l'assicurazione né per una futura vendita. Vedi i documenti da conservare.
L'impianto idraulico si rifà insieme all'elettrico?
Sì, quasi sempre, e conviene: le tracce si aprono una volta, i ripristini si fanno una volta, il cantiere si organizza una volta. Sono le due voci che nel preventivo pesano circa il 45% ciascuna, con il 10% di ripristini murari.
In sintesi
- 130–240 €/mq per rifare elettrico e idraulico di un appartamento; a Milano circa il 30% in più.
- I ripristini murari valgono circa il 10% della voce: se mancano nel preventivo, mancano nel prezzo.
- Con i muri aperti, predisponi: cavi dati, tubi vuoti, linee dedicate, spazio nel quadro.
- Pretendi la dichiarazione di conformità (DM 37/2008) e le foto prima della chiusura.
- Dal 1° gennaio 2025 le caldaie uniche a combustibili fossili non sono più detraibili: se cambi generatore, leggi qui.
- 3–6 settimane, nella prima fase del cantiere.
Il quadro elettrico: la parte che si guarda una volta e serve per vent'anni
È il cuore dell'impianto e la voce che più spesso viene dimensionata al minimo. Tre richieste che costano poco in fase di preventivo:
Moduli liberi. Almeno un quarto dello spazio non occupato: è ciò che permette di aggiungere una linea in futuro senza sostituire il quadro.
Un differenziale per gruppo di linee, non uno unico per tutta la casa: se scatta, resti senza corrente solo in una zona e individui il guasto in un minuto invece di procedere per esclusione.
L'etichettatura delle linee, chiara e permanente. Sembra un dettaglio estetico; è ciò che, tra dieci anni, ti permette di capire quale interruttore staccare senza spegnere il frigorifero.
Tre voci che insieme incidono poco sul totale e che distinguono un impianto fatto per durare da uno fatto per passare il collaudo.